Vela e disabili |
In questi giorni molte testate, veliche e non, stanno rilanciado il comunicato stampa di un’iniziativa del Gruppo Nautico Dielleffe di Desenzano del Garda in collaborazione con l’Assessorato Caccia e Pesca, Sport e Associazioni della Provincia di Brescia, “Svelare senza barriere”. Uno per tutti cito quello pubblicato da VelaForFun
Iniziativa lodevole per la carità ma vorrei mettere in evidenza un paio di punti che secondo me evidenziano un approccio culturale che andrebbe un tantino rivisto:
1) Diversamente abili è una definizione che fa venire l’orticaria alla maggior parte di quelli che disabili lo sono, suona un tantinello ipocrita.
2) riservati alle persone diversamente abili: riservati suona come riserva, quasi che creare un ghetto fosse un plusvalore. Gli indiani li avevano messi nella riserva e non è stata una cosa bella.
3) Non voglio negare il valore “terapeutico” che il fare della vela può avere per una persona disabile ma non vale per chiunque altro?!?! la vela non fa bene a chiunque la pratichi!?!? Perchè una personale disabile non può semplicemente fare un corso di vela senza che qualcuno gli appiccichi su l’etichetta di “farmaco” miracoloso.
4) Ciliegina sulla torta alla fine ci sarà un “Campionato Provinciale per velisti diversamente abili”. Dal corso ghetto al campionato ghetto. Uno dei pregi dei 2.4 è che le regate sono open e si confrontano ad armi pari persone inversamente disabili e non.
che brutto muso!!! :-))
Perfettamente d’accordo.
Quando l’ipocrisia sfocia prima nel ridicolo e poi nell’offensivo.
Si, un brutto muso ma non so chi e’… e’ una foto che ho rubato da qualche parte su internet :-)
A me sembra + una faccia da kiulo :-)
BV
Faccia da kiuRlo :-)